Denominazione: | Champagne AOC |
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Annata: | S.a. |
Regione: | Francia, Champagne |
Tipologia: | Champagne rosè |
Vitigni: | Pinot Nero 33%, Chardonnay 34%, Pinot Meunier 33% |
Colore: | Brillante rosa cipria dal perlage fine e persistente, caratterizzato dalla presenza di numerose bollicine |
Profumo: | Note di pasticceria, a tratti speziate da zenzero e cannella che si fondono a note più acidule di piccoli frutti rossi e di arancia rossa e si contemperano a sentori di confetture di fragola |
Gusto: | Un sorso centrato, succoso, di corpo |
Gradazione: | 12% |
Temperatura di Servizio: |
8/10°C |
Formato: | Bottiglia 75 cl |
Vigneti: | Vigne dislocate nei principali cru dello champagne |
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Vinificazione: | A seguito della vendemmia, i grappoli vengono diraspati e l'uva è sottoposta a fermentazione alcolica in vasche di acciaio inox. Successivamente si esegue l'assemblaggio con almeno il 40% di vini di riserva e poi la seconda rifermentazione in bottiglia secondo il metodo champenoise. |
Affinamento: | Seconda rifermentazione in bottiglia secondo il metodo classico con una sosta sui lieviti di oltre 48 mesi |
Filosofia Produttiva: |
Vino naturale e convenzionale |
Lo Champagne Rosé Reserve di Charles Heidsieck riflette la diversità e la ricchezza del suo stesso terroir. Tutti i vitigni sono situati in cru diversi ed ognuno di questi viene vendemmiato e vinificato separatamente. La sua produzione è molto simile al Brut reserve ma se ne differenzia perché in questo rosé è stato aggiunto il 6% dei vini rossi fermi provenienti dal prestigioso cru di Les Riceys, dal quale si produce un pinot nero dalla spiccata personalità. In questa reserve la maggior parte delle uve è dell'annata 2012 e diventa espressione di una rara, rarissima qualità. Una complessità frutto di un trittico di uve che paiono un quadro d'autore: i vitigni di chardonnay, pinot nero e pinot meunier sono vinificati in percentuali quasi pari, ma vengono allevati in circa 60 diversi terroir dello Champagne, tra la Montagne de Reims, la Côtes des blancs e la Vallée de la Marne. E ogni piccolo lembo di terra pare aggiungere quel quid in più in questa strabiliante cuvée. Tutte le uve sono vinificate separatamente e solo a seguito della vinificazione, si esegue l'assemblaggio poi con i vini di riserva che hanno un'età media di circa dieci anni.
Lo Champagne Rosé Reserve di Charles Heidsieck potrebbe essere definito con due soli aggettivi: precisione e complessità. L'equilibrio che genera al palato il suo sorso genera soddisfazione tanto è la pulizia e, appunto la precisione, che regala. Pare un funambolo tra freschezza e struttura. Merito, probabilmente, in questo caso dell'attenta selezione effettuata dallo chef de cave per questo Champagne. I vini di riserva che vengono aggiunti in fase di cuvée, infatti, sono quelli meno invecchiati della cantina. E a questa soddisfazione iniziale si aggiunge poi la complessità che si avverte tanto durante il sorso che alla fine della sua deglutizione. Anche qui il merito è nella perfetta miscelazione. Lo Champagne rosé reserve di Charles Heidsieck infatti, è prodotto dall'80% dei vini d'annata, divisi equamente tra pinot meunier, chardonnay e pinot nero più l'aggiunta del 20% di vini di riserva, costituiti per metà da pinot nero e per metà da Chardonnay. La poesia si esprime in tante forme. Una di queste è il rosé reserve di Charles Heidsieck

La cantina di Charles Heidsieck sorge in una delle zone più vocate, a Reims. La storia di questa cantina nasce nel lontano 1851, per opera di Charles Camille, uno dei primi vigneron francesi che ha saputo conquistare anche il mercato americano. Non a caso il suo champagne veniva identificato addirittura con il suo stesso nome "Champagne Charlie". Da allora la maison ha fatto strada ed è entrata a far parte del gruppo finanziario Epi Group. Eppure il grande successo e la scia di fama che porta con sé non ha intaccato i suoi valori. Ancora oggi si ricordano gli chef de cave che hanno collaborato con questa maison e conosciuto in tutto il mondo per la loro maestria come Daniel Thibault, Thierry Roset e Cyril Brun. Ma la punta di diamante della maison sono e rimarranno sempre le grandi cave di gesso sotterranee acquistate da Charles Camille nel 1851, ancora oggi di proprietà dell'azienda, e 8 chilometri di gallerie sotterranee diventate per l'incredibile bellezza Patrimonio Mondiale dell'Unesco.
Non si può non riconoscere uno Champagne di Charles Heidsieck. Il suo stile è davvero inconfondibile.
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